La fibromialgia è una malattia reumatica cronica.
Le cause che la provocano sono ancora ignote. Si ritiene tuttavia che sia una malattia multifattoriale: la predisposizione genetica, una probabile alterazione nei neurotrasmettitori con ipersensibilizzazione del sistema nervoso centrale al dolore insieme a fattori ormonali sembrerebbero essere rilevanti nello sviluppo della patologia. Recentemente1 è stato evidenziato che nei soggetti affetti da fibromialgia sono presenti alte concentrazioni di citochine pro-infiammatorie, disregolazione delle risposte immunitarie e neuroinfiammazione che entrano pertanto a far parte del novero delle possibili cause scatenanti la patologia. L’infiammazione sembrerebbe quindi giocare un forte ruolo. A ciò sembrerebbero influire anche forti stress post-traumatici e stati di ansia e depressione.
L’età di maggiore insorgenza è tra i 40 e i 60 anni, colpendo prevalentemente il sesso femminile.
Il quadro sintomatologico è molto complesso. Sebbene nell’opinione comune il soggetto fibromialgico sia semplicemente colpito da dolore muscolo-scheletrico cronico e diffuso2 su tutto il corpo, in realtà i sintomi sono diversi e svariati: stanchezza cronica, difficoltà a concentrarsi, insonnia, tensione muscolare marcata, rigidità, parestesie, cefalea, disturbi gastrointestinali, ansia e depressione. La qualità di vita di chi è colpito da fibromialgia è fortemente alterata: sebbene sembri in buono stato di salute, il fibromialgico è sempre sofferente con conseguenti limiti sia in ambito lavorativo sia nello svolgimento delle classiche attività quotidiane..
Non esiste un esame specifico che possa diagnosticare la fibromialgia. Il reumatologo, lo specialista competente, baserà la diagnosi sul quadro sintomatologico presentato dal paziente, accompagnato da una valutazione fisica effettuata sulla base dei tender points, ovvero i punti dolenti. Sono in tutto diciotto punti, quindici dei quali se risultano elettivi di dolorabilità porteranno il reumatologo, valutati i restanti sintomi, alla diagnosi di fibromialgia..
Il trattamento in caso di fibromialgia è multidisciplinare: alle cure farmacologiche si associano alimentazione bilanciata ed esercizio fisico adeguato.
Gli studi effettuati hanno dimostrato che l’esercizio fisico aerobico3, di rinforzo muscolare e di stretching effettuati con estrema costanza possono migliorare il quadro sintomatologico e la qualità di vita di chi è affetto da fibromialgia4. .
L’esercizio aerobico si è dimostrato efficace nella riduzione del dolore, dell’affaticamento e della depressione, migliorando la qualità di vita, di salute e della forma fisica generale. Anche l’allenamento della forza ha dato ottimi risultati in forma fisica e benessere. Si ricorda infatti che il fibromialgico ha una ridotta forza muscolare e incidere con l’esercizio fisico adatto porta a una miglioria della qualità di vita..
L’allenamento in acqua non si è dimostrato superiore all’allenamento aerobico a terra.
L’allenamento volto a migliorare la flessibilità e la mobilità articolare è risultato efficace nell’alleviare la tensione muscolare, la rigidità e nel migliorare l’ampiezza dei movimenti. A ciò pare conseguire una riduzione della percezione del dolore, della stanchezza e dei disturbi del sonno con notevole miglioramento della qualità della vita.
L’allenamento misto sviluppato con esercizio aerobico, di forza e di flessibilità pare produrre miglioramenti nella percezione del dolore e nella funzione fisica..
L’intensità dell’esercizio deve essere aumentata gradualmente, proponendo nelle prime lezioni lavori aerobici a bassa intensità e lavori di forza con livelli di resistenza inferiori rispetto a quelli consigliati in base all’età. Si stima che l’aumento dell’intensità dovrebbe progredire del 10% ogni due settimane trascorse..
Sono consigliati due allenamenti a settimana dai 20 ai 40 minuti..
Elemento fondamentale è la costanza. Le difficoltà fisiche e il dolore persistente allontanano i soggetti affetti da fibromialgia alla pratica di esercizio fisico. Tuttavia è sempre bene ricordare loro che l’esercizio fisico praticato costantemente, nonostante le difficoltà, può portare nel lungo periodo a ottimi benefici e al miglioramento della qualità di vita.
I recenti studi universitari che ho intrapreso mi stanno permettendo di aprire la mia conoscenza ad aspetti sempre più scientifici legati all’esercizio fisico, permettendomi di ampliare i servizi da offrire ai miei clienti e non. .
La fibromialgia è una patologia quasi sconosciuta fino a pochi anni fa. L’attenzione su di essa è sempre maggiore anche da parte non solo della medicina, ma anche delle istituzioni. Recentemente l’Emilia Romagna ha riconosciuto la fibromialgia come patologia invalidante, aprendo percorsi dedicati a chi ne è affetto, istituendo per prima un gruppo tecnico di lavoro ad hoc.
Ci si auspica che le istituzioni diano sempre maggior riguardo a queste patologie così debilitanti e invalidanti. Nel frattempo io personalmente ho deciso di aprire un corso specifico, dedicato esclusivamente a chi è affetto da fibromialgia, strutturando la lezione con esercizio fisico adatto secondo gli studi più recenti.
BIBLIOGRAFIA
1. Fibromialgia e infiammazione: svelata la connessione, Mario García-Domínguez, Febbraio 2025.
2. Fibromialgia, Matthew J Bair e Erin E Krebs, Marzo 2020.
3. Modalità di terapia fisica per il trattamento della fibromialgia, Fernanda Mendonça Araújo, Josimari Melo DeSantana, Novembre 2019.
4. Terapia fisica per la fibromialgia, Angela J Busch, Sandra C Webber, Mary Brachaniec ,Julia Bidonde, Vanina Dal Bello-Haas, Adrienne D Danyliw, Tom J Overend, Rachel S Richards, Anuradha Sawant, Candice L Schachter, Luglio 2011.