Con l’espressione malattie cardiovascolari si vuole indicare l’insieme delle condizioni patologiche che colpiscono il sistema cardiovascolare costituito dal cuore e dai vasi sanguigni (arterie e vene).
I problemi cardiovascolari impediscono al sistema cardiaco e circolatorio di lavorare correttamente. A ciò possono conseguire eventi infausti come infarto, ictus e problemi come ipertensione, arterosclerosi, scompensi cardiaci e aritmie. Non è tutto: un sistema cardiovascolare inefficiente non è in grado di ossigenare correttamente i distretti corporei con conseguente insorgenza di altre patologie.
Voglio mettere in evidenza che le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte e di invalidità non solo nel nostro Paese, ma nel mondo.
Come per ogni patologia anche per le malattie cardiovascolari possiamo individuare i fattori di rischio per la loro insorgenza.
Esistono oramai chiare evidenze scientifiche che collegano l’esercizio fisico aerobico regolare a una significativa riduzione dei rischi cardiovascolari e del rischio di morte1. Oltre a ciò è giusto ricordare che l’esercizio fisico presenta numerosi benefici sulla salute come la riduzione del rischio di contrarre il diabete di tipo II, obesità, osteoporosi, diversi tipi di tumore (colon, mammella, prostata) e depressione.
In generale il raggiungimento di ogni obiettivo richiede un tipo di lavoro, di impegno e di conoscenza. Come nella vita e nel lavoro, anche l’esercizio fisico deve sempre essere adatto all’obiettivo prefisso. Se voglio ad esempio aumentare la mia ipertrofia, i miei allenamenti non devono incentrarsi sulla flessibilità e sulla mobilità articolare, ma sull’allenamento della forza con carichi submassimali. Ricordo infatti che uno dei principi fondamentali che guidano l’esercizio fisico è infatti la specificità: ogni obiettivo prefisso necessita di un allenamento specifico.
Per ridurre il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari l’esercizio fisico indiscusso nella comunità medico scientifica è sicuramente l’esercizio aerobico2.
Le Linee guida ESC 2021 per la prevenzione delle malattie cardiovascolari nella pratica clinica mettono in evidenza come l’attività fisica (intesa come l’insieme delle attività motorie quotidiane come fare la spesa, fare le scale, fare le pulizie, ecc.) e l’esercizio fisico (inteso come attività programmata e strutturata volta al raggiungimento di un obiettivo) determinino una riduzione del rischio di sviluppare malattie cardiovascolari in tutte le fasce d’età e in entrambi i sessi. Tra le principali raccomandazioni è da mettere in evidenza l’importanza dell’individualizzazione delle sedute di esercizio fisico in termini di frequenza, intensità, durata, tipologia e progressione. Strumento indispensabile è l’uso del cardiofrequenzimetro, ovvero la fascia toracica che monitora durante l’esercizio fisico la frequenza cardiaca. Altrettanto importanti sono gli smartwatch utili per monitorare i passi effettuati nell’arco della giornata. Le linee guida infatti raccomandano ai soggetti adulti di praticare almeno 150-300 minuti a settimana di attività fisica moderata o 75-150 minuti a settimana di attività fisica vigorosa o una combinazione delle due nell’arco della settimana.
Diffusamente si consiglia di effettuare circa 10000 passi al giorno, i quali risultano un buon punto di riferimento per mantenere uno stile di vita attivo.
Nei soggetti che presentano problematiche di vario tipo e pertanto non sono in grado di mantenere queste quantità minime di esercizio la personalizzazione è necessaria al fine di costruire un buon esercizio fisico da incrementare nel tempo per permettere il miglioramento di tutta l’efficienza cardiovascolare.
Non è da escludere l’attività di resistenza. Abbinata infatti all’attività aerobica anch’essa è associata a una riduzione dei rischi di eventi infausti e di morte per ogni causa. Sono consigliati due allenamenti a settimana costituiti da 1 a 3 serie da 8 – 12 ripetizioni di esercizi da modulare nel tempo che coinvolgano i principali gruppi muscolari.
Il carico per ogni ripetizione dovrebbe essere compreso tra il 60 e l’80% del massimale con una riduzione dello stesso tra il 40 e 50% per i soggetti di età avanzata o un decondizionamento fisico marcato3.
Ricordo che l’esercizio fisico comporta tanti positivi adattamenti. Specificamente l’esercizio di tipo aerobico sul sistema cardiovascolare porta a:
Questo forse rappresenta l’ostacolo più grande. La nostra società offre tanti stimoli piacevoli: non mancano bar, ristoranti, luoghi di gioco, cinema e via dicendo. Senza nulla togliere a questi luoghi che ritengo importantissimi per la socializzazione e la condivisione in un mondo come il nostro nel quale apparentemente diventiamo tutti amici con un semplice click sullo schermo del nostro smartphone, ma concretamente sempre più soli, la motivazione per praticare attività motoria ed esercizio fisico oggi purtroppo è quasi assente. L’esercizio fisico richiede sforzo, porta ovviamente stanchezza e la scelta verso altri diversivi è ovviamente facile.
Ma ricordiamoci che noi siamo animali e come tali abbiamo un corpo nato per muoverci. Nei miei anni di insegnamento ho constatato che sempre più persone hanno paura di muovere il proprio corpo, come se con il movimento potessero creare danni. Ma il vero pericolo sono la sedentarietà, l’inattività e l’immobilità. Praticare costantemente esercizio fisico ben strutturato e programmato è la carta vincente per la conservazione di uno stato di salute generale buono sia a livello fisico che a livello psichico. Non solo: è la migliore medicina anti-age che esista. Il tono muscolare con l’avanzare dell’età diminuisce e con esso la forza generale, la pelle cede e il metabolismo rallenta. Con l’esercizio fisico si contrasta la sarcopenia, la conservazione del tono muscolare mantiene più tonica anche la pelle, riducendo tra l’altro il rischio di eccedere con il peso.
L’esercizio fisico sviluppato secondo obiettivi orientati permette inoltre di conservare le capacità coordinative e motorie conservando in tal modo libertà di movimento e autonomia anche nell’età avanzata.
Bandire la sedentarietà e l’inattività dalla tua vita è la strada giusta per migliorare la tua quotidianità e il tuo futuro. E non dimenticarti che anche in palestra puoi socializzare e condividere momenti unici con i tuoi compagni o le tue compagne di corso. Far parte di un gruppo è un’esperienza veramente unica. Se l’insegnante è capace a creare un clima adeguato, nel quale ognuno si sente libero anche di sbagliare senza essere giudicato, la fatica e lo sforzo fisico che ti bloccano a fare questo passo verso l’esercizio fisico diventano un elemento di condivisione.
La motivazione è un elemento imprescindibile sia nei processi cognitivi sia nell’apprendimento motorio. È la guida fondamentale. Tanti allievi all’inizio di un percorso mi confidano che non hanno motivazione e che l’unico motivo che li spinge alla pratica motoria è la prescrizione medica a seguito dell’insorgenza di un problema di salute che la rende obbligatoria. Piano piano iniziano, lezione dopo lezione cresce autostima, fiducia in sé stessi, si socializza con le compagne o con i compagni, ci si confronta. A ciò si uniscono i benefici fisici: i dolori diminuiscono, si assumono meno antidolorifici, i chili di troppo calano, i parametri medici migliorano. E sapete cosa mi dicono: “Irene, se avessi iniziato prima!”. Generalmente si inizia per costrizione e su prescrizione medica. Se all’inizio la pratica motoria sembra una punizione, alla fine diventa un piacere. Perché il nostro corpo e la nostra mente sono nati per muoversi.
Il mio consiglio è sempre lo stesso: non arrivare a frequentare un corso perché ormai sei costretto per problemi di salute. Anticipali e magari riesci a evitare la loro comparsa.
In un articolo dedicato ai problemi cardiovascolari per ultimo, ma non per importanza, voglio parlare dell’ipertensione sempre più diffusa anche tra soggetti giovani.
L’ipertensione può essere:
BIBLIOGRAFIA
1. Physical activity for primary and secondary prevention. Position paper of the Working Group on Cardiac Rehabilitation and Exercise Physiology of the European Society of Cardiology di P Giannuzzi, A Mezzani, H Saner, H Björnstad, P Fioretti, M Mendes, A Cohen-Solal, L Dugmore, R Hambrecht, I Hellemans, H McGee, J Perk, L Vanhees, G Veress; Working Group on Cardiac Rehabilitation and Exercise Physiology. European Society of Cardiology.
2. Physical activity in basic and primary prevention of cardiovascular disease di Malgorzata Sobieszczanska, Dariusz Kałka, Witold Pilecki, Jerzy Adamus.
3. Linee guida ESC 2021 per la prevenzione delle malattie cardiovascolari nella pratica clinica elaborate dalla Task Force per la prevenzione delle malattie cardiovascolari nella pratica clinica costituita da rappresentanti della Società Europea di Cardiologia e di 12 società medico-scientifiche con il contributo straordinario dell’Associazione Europea di Cardiologia Preventiva (EAPC) - Membri della Task Force Frank L.J. Visseren (Presidente) (Olanda), François Mach (Presidente) (Svizzera), Yvo M. Smulders (Coordinatore) (Olanda), David Carballo (Coordinatore) (Svizzera), Konstantinos C. Koskinas (Svizzera), Maria Bäck (Svezia), Athanase Benetos (Francia), Alessandro Biffi (Italia), José-Manuel Boavida (Portogallo), Davide Capodanno (Italia), Bernard Cosyns (Belgio), Carolyn Crawford (Irlanda del Nord), Constantinos H. Davos (Grecia), Ileana Desormais (Francia), Emanuele Di Angelantonio (UK), Oscar H. Franco (Svizzera), Sigrun Halvorsen (Norvegia), F.D. Richard Hobbs (UK), Monika Hollander (Olanda), Ewa A. Jankowska (Polonia), Matthias Michal (Germania), Simona Sacco (Italia), Naveed Sattar (UK), Lale Tokgozoglu (Turchia), Serena Tonstad (Norvegia), Konstantinos P. Tsioufis (Grecia), Ineke van Dis (Olanda), Isabelle C. van Gelder (Olanda), Christoph Wanner (Germania), Bryan Williams (UK), ESC Scientific Document Group.
4. Physical training exercise reduces the plasma levels of fibrinogen in subjects with mild hypertension di D Bettega, R Zanettini, M Ferretti.
5. Increased plasma levels of endothelin in patints with essential arterial hypertension di A Amoroso, M F Cossu, A Mariotti, F Guido, G M Ferri, F G De Rosa, G Sportelli.
6. Nitric oxide and hypertension. Therapeutic perspectives di G Rossi.