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Distorsione della caviglia

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Distorsione della caviglia — Irene Carboni

1. La caviglia: cos’è?

La caviglia è l’articolazione che si sviluppa tra la gamba e il piede. Grazie a essa riusciamo a compiere i movimenti più semplici come la camminata o la corsa.

È costituita dalla tibia, dal perone e dall’astragalo, l’osso che si trova sopra il calcagno. Tra il malleolo mediale (ovvero tibiale) e il malleolo laterale (quello peroneo) si sviluppa una loggia, chiamata pinza malleolare, all’interno della quale si incastra l’astragalo.

ossa del piede

La caviglia è sostenuta da più muscoli. Tuttavia quelli maggiormente coinvolti negli eventi distorsivi sono i peronei, il muscolo peroneo breve e il muscolo peroneo lungo. Entrambi originano dal perone: il primo nella parte anteriore e il secondo nella testa del perone lateralmente. Il muscolo peroneo breve si inserisce alla base del quinto metatarso, mentre quello lungo si inserisce alla base del primo metatarso e sul primo cuneiforme. I tendini di entrambi i peronei passano dietro e sotto il malleolo laterale. Questi due muscoli con i loro tendini danno stabilità alla caviglia in tutti i movimenti.

2. La distorsione

distorsione della caviglia

L’evento distorsivo si crea quando a causa di una forza esterna l’articolazione della caviglia è portata a compiere un movimento maggiore rispetto al suo fisiologico range. Il movimento più rischioso è l’inversione del piede, ovvero quel movimento che porta il piede in torsione con la pianta ruotata verso l’interno.

La distorsione può essere classificata in tre gradi in base alla sua gravità:

a

    . 1° grado: la caviglia durante l’evento distorsivo ha subito un lieve stiramento delle strutture coinvolte senza alcuna rottura delle stesse. Il dolore moderato e un leggero gonfiore sono i sintomi di questo grado.

b

    . 2° grado: le strutture interessate dalla distorsione hanno subito una parziale rottura. Dolore, ecchimosi e lieve instabilità sono le conseguenze.

c

    . 3° grado: è il più grave. Le strutture sono infatti in totale rottura. Il dolore è intenso, gonfiore e instabilità sono inoltre marcati.

In caso di distorsione è necessario rivolgersi subito al personale medico, l’unico in grado di valutare la sua gravità. In caso di distorsione è importante non togliere mai la scarpa, la quale, se sfilata in maniera incontrollata, potrebbe causare ulteriori danni.

3. Cosa fare in caso di distorsione?

La distorsione della caviglia merita trattamenti diversi in base al grado di gravità.

Il 2° e il 3° grado in prima battuta sono di competenza del fisioterapista che ha il compito di riabilitare l’arto, soprattutto qualora sia stato necessario un intervento riparativo. Successivamente alla fisioterapia il percorso deve proseguire con il recupero funzionale dell’articolazione con attività adatta e sviluppata in tre step:

  1. Il recupero della forza dei muscoli coinvolti è il primo step da affrontare. Non può esserci stabilità se non c’è capacità dei muscoli di controbilanciare le forze esterne. Nelle prime sedute non si può pertanto prescindere dall”uso degli elastici e della contrazione auxotonica che sviluppano. Seduta dopo seduta, valutando ogni volta come la caviglia reagisce alle sollecitazioni dell’allenamento, si potrà progredire gradualmente con il carico di lavoro, introducendo quindi esercizi più complessi come squat, calf, squat monopodalici e affondi.
  2. Il secondo passo prevede lavori di propriocezione per ripristinare la funzionalità delle strutture propriocettive. Non dimentichiamo infatti che nell’evento distorsivo subiscono danni non solo ossa, muscoli, tendini e legamenti, ma anche tutte le strutture volte alla regolazione e al controllo dei movimenti e che permettono al sistema nervoso di adattarli alle condizioni nelle quali avvengono. Anche questo secondo step deve svilupparsi nel rispetto del principio della progressione del carico. Partire con esercizi semplici di equilibrio anche in monopodalico per poi proseguire con lavori più importanti sviluppati su tavolette propriocettive, balance e bosu.
  3. L’ultima fase mira a riportare il soggetto colpito da distorsione al ritorno alla vita quotidiana e, nel caso di atleta, alla pratica dello sport specifico praticato. Si possono quindi integrare lavori con esercizi sia speciali che specifici per permettere all’articolazione di tornare alle vecchie abitudini in totale sicurezza. Salti, cambi di direzione e esercizi di agilità potranno nuovamente essere sviluppati all’interno degli allenamenti.

Altro aspetto da non trascurare sono le recidive¹. È sempre raccomandato² infatti proseguire nel tempo, anche successivamente al totale recupero, con dei piccoli workouts volti a conservare la stabilità e la forza delle strutture della caviglia coinvolta.

4. Si può prevenire la distorsione della caviglia?

La distorsione della caviglia come un qualsiasi evento traumatico è sicuramente scocciante e talvolta demoralizzante: le attività quotidiane sono limitate e i movimenti, anche i più semplici, possono essere compromessi. Ci si augura ovviamente di non subire mai questi eventi. Ma sappiamo che il suo accadimento non è mai del tutto evitabile.

È certo tuttavia che la prevenzione dagli infortuni passa anche per un giusto esercizio fisico. Migliorare la stabilità e la forza muscolare delle strutture della caviglia è sicuramente il vero alleato per prevenire gli eventi distorsivi. Non solo: è sicuramente importante avere una buona mobilità e flessibilità di tutte le strutture onde evitare gravi danni, qualora si subisse un qualsiasi evento traumatico.

Praticare esercizio fisico regolare e ben strutturato con esercizi di forza e propriocettivi non deve essere limitato solo a chi ha già subito un trauma. In generale chiunque dovrebbe potenziare ogni struttura corporea per permettere al corpo di essere stabile, forte e sicuro in qualsiasi movimento e in qualsiasi situazione.

 

Bibliografia

  1. Le basi anatomiche del danno propriocettivo negli esiti di distorsione della caviglia, Dipartimento di anatomia e fisiologia Umana, Università di Padova di A. Stecco, S. Masiero, V. Macchi, A. Portici, Gennaio 2008.
  2. Effect of unsupervised home based proprioceptive training on recurrences of ankle sprain: randomised controlled trial di Maarten DW HupperetsEvert ALM VerhagenWillem van Mechelen; Proprioceptive training reduces the risk of ankle sprain recurrence in athletes di Christine Lin; Effects of balance training on post-sprained ankle joint instability di I FaizullinE Faizullina; Addestramento propriocettivo per la prevenzione delle distorsioni della caviglia: una revisione basata sull’evidenza di Matteo J RiveraZachary K WinkelmannCameron J PowdenKenneth E Games.