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La cellulite: cos’è e come contrastarla

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La cellulite: cos'è e come contrastarla — Irene Carboni
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1. La cellulite: cos’è e quali sono le cause della sua formazione

La panniculopatia edemato-fibrosclerotica, più conosciuta come cellulite, non è solo un capriccioso problema estetico, ma è una vera e propria patologia. Essa è infatti un disturbo degenerativo del tessuto adiposo sottocutaneo detto pannicolo adiposo. Visivamente si presenta con avvallamenti e affossamenti che conferiscono alla pelle l’aspetto noto come buccia d’arancia. Al tatto si percepiscono noduli.

La cellulite colpisce prevalentemente le donne soprattutto su cosce, fianchi glutei e addome.

L’insorgenza della cellulite è legata a diversi fattori spesso non semplici da capire e ancora oggetto di dibattito scientifico.

Le cause possono essere molteplici tra cui:

  • predisposizione genetica;
  • vita sedentaria;
  • alimentazione scorretta;
  • irregolarità intestinale;
  • cattiva circolazione;
  • cattivo funzionamento del sistema linfatico;
  • alterazioni ormonali;
  • sovrappeso;
  • problemi posturali;
  • malattie infiammatorie (come ad esempio malastressttie epatiche, endometriosi, ecc.);

2. Come trattare la cellulite?

Il trattamento della cellulite necessita di un approccio multidisciplinare. Il primo step deve sempre essere volto alla ricerca delle cause, spesso difficili da capire. La cellulite colpisce spesso anche coloro che seguono un regime alimentare corretto, praticano regolarmente attività fisica adatta e godono di ottima salute. Generalmente i motivi della sua insorgenza sono molteplici e tra questi il fattore ereditario gioca un ruolo fondamentale.

Tre sono i fronti su cui combattere:

  • alimentazione;
  • attività fisica adatta;
  • massaggi

Ognuno di questi tre aspetti merita discorsi specifici.

Di certo seguire una dieta equilibrata e praticare attività fisica adatta al problema giocano un ruolo fondamentale per contrastare la formazione di questo odioso inestetismo. Rivolgersi sempre ai professionisti è un’ottima scelta. Il fai-da-te spesso porta al peggioramento del problema.

Per quanto riguarda l’ambito del fitness sorgono spontanee delle domande: quali sono gli allenamenti adatti e quali le tecniche da utilizzare? Non tutti i tipi di allenamento sono infatti in grado di migliorare l’inestetismo. Anzi, una struttura errata del workout, sovraccarichi eccessivi, allenamenti intensi, lunghi ed estenuanti possono peggiorare il problema.

3. Quali sono i metodi di allenamento adatti a contrastare o ridurre l’inestetismo della cellulite?

Le attività si distinguono in due grandi categorie: attività ad alto impatto e attività a basso impatto. Generalmente in caso di cellulite sono da evitare tutte le attività ad alto impatto ovvero quelle che mantengono costantemente una fase aerea (il salto). Si pensi ad esempio alla corsa. L’impatto costante che ogni passo della corsa ha sul suolo, in presenza di un sistema circolatorio periferico e linfatico non ben funzionanti, può peggiorare lo stato iniziale.

Sono pertanto da preferire le attività a basso impatto o a impatto minimo, ovvero tutte quelle attività che non prevedano un impatto importante e costante con il suolo.

I migliori workouts volti a contrastare o ridurre la cellulite e la ritenzione idrica devono prevedere sia il lavoro di tonificazione sia il lavoro aerobico. I circuiti misti si presentano pertanto i più adatti. Le stazioni aerobiche incidono positivamente su tutto il sistema cardiovascolare e quindi sul microcircolo. Le stazioni di tonificazione permettono di migliorare la tonicità muscolare e il pompaggio sanguigno e linfatico.

La programmazione della tonificazione merita sempre una particolare attenzione: se da una parte è vero che l’uso di pesi e carichi in generale risulta il più semplice e scontato metodo per migliorare il tono muscolare, d’altra parte un’esagerazione nei carichi, nel numero di ripetizioni e di serie può creare un effetto contrario a quello desiderato.

Per esperienza ho constatato che gli allenamenti devono essere brevi, ma intensi, sviluppati seguendo sette capisaldi:

  • 1. Circuiti down-top-down-top: procedere sempre allenando prima gruppi muscolari della parte inferiore del corpo (gambe, cosce e glutei) e poi gruppi muscolari della parte superiore (braccia, petto, schiena e addome). Ricordiamo che, quando alleniamo un gruppo muscolare, il richiamo di sangue in quella parte sottoposta all’allenamento aumenta, così come il richiamo di liquidi e scarti metabolici. Dopo aver allenato gruppi muscolari di gambe, cosce e glutei, è sempre bene eseguire successivamente un lavoro su gruppi muscolari della parte superiore. Il sangue si “sposta” da una parte all’altra del corpo evitando il ristagno di liquidi e scarti metabolici soprattutto su cosce e glutei. Con la tecnica down-top-down-top inoltre il lavoro globale diventa più intenso.
  • 2. Stimolare la muscolatura profonda. Questa infatti è la pompa principale del sistema circolatorio periferico e del sistema linfatico. Eseguire ad esempio uno squat sulla balance o su un cuscino propriocettivo è più utile di uno squat effettuato con un bilanciere da 100 kg sulle spalle. Non solo ne beneficerà il nostro sistema circolatorio e linfatico, ma nel lungo tempo preserveremo la nostra colonna vertebrale e le nostre articolazioni da danni irreparabili.
  • 3. Non superare mai sessanta minuti di allenamento. Oltre questo tempo infatti la produzione di cortisolo aumenta. Questo ormone è conosciuto come l’ormone dello stress, capace di aumentare la ritenzione idrica e rallentare lo sviluppo muscolare a favore di un aumento della percentuale di grasso corporeo. Un buon allenamento non è un allenamento lungo temporalmente. Trenta minuti di attività ben costruita sono più che sufficienti per ottenere i risultati desiderati e spesso sono più ottimali per raggiungere gli obiettivi desiderati.
  • 4. Non allenarsi tutti i giorni. Ricordiamo che il triangolo del benessere è costituito dalla corretta alimentazione, dall’allenamento e dal riposo, ovvero il recupero. L’allenamento per il nostro corpo è uno stress (legge di Selye, 1976). Ogni allenamento deve essere adatto alle capacità del soggetto e deve essere seguito da un periodo di recupero adeguato allo sforzo posto in essere durante il workout. Nel periodo di riposo la muscolatura ha il tempo di riparare le micro lesioni muscolari causate dal workout e ripristinare le sue scorte di energia. Due, massimo tre allenamenti a settimana sono più che sufficienti.
  • Fig. 1 – Triangolo del benessere

  • 5. Prevedere delle stazioni aerobiche sviluppate:
    • a. a corpo libero tramite coreografie di aerobica, sullo step costruite prevalentemente a basso impatto o sul trampolino elastico;
    • b. su attrezzi cardio come tapis roulant, stepper o cyclette. Il sellino di quest’ultima deve essere ampio, così da permettere al sangue e alla linfa di fluire bene su tutto l’arto inferiore e quindi di ossigenare i tessuti.
    Fig. 1 - Triangolo del benessere

    Il lavoro aerobico migliora l’intero sistema cardiovascolare, dal cuore alle arterie fino ai capillari. Non esiste errore più grande se non quello di non prevedere il lavoro aerobico in caso di ritenzione idrica e cellulite. Questo non deve MAI mancare. L’attenzione deve essere riposta sempre nel tipo di lavoro aerobico da doversi effettuare. Evitare sempre i lavori ad alto impatto (come la corsa o stazioni aerobiche costruite con passi ad alto impatto) o l’utilizzo di attrezzi cardio che impediscano al sangue e alla linfa di defluire correttamente.

  • 6. Non trascurare mai il lavoro posturale: una postura errata non permette alla muscolatura profonda di lavorare correttamente e quindi di creare il giusto pompaggio su microcircolo e sistema linfatico. Sangue e linfa in caso di paramorfismi o dismorfismi non defluiscono correttamente con formazione di edemi, gonfiori e quindi ritenzione idrica e cellulite.
  • 7. Eseguire sempre lo stretching a fine allenamento. Lo stretching a fine allenamento permette di rilassare la muscolatura. Questo incide positivamente non solo nel recupero muscolare post workout, ma permette il defluire di sangue e linfa.

    In questa fase finale dell’allenamento risulta molto utile l’utilizzo di attrezzi come il foam roller e la pallina propriocettiva. La superficie di questi attrezzi infatti presenta delle protuberanze, le quali, fatte scorrere sui muscoli, creano un vero e proprio massaggio rigenerante e decontratturante.

È inoltre bene sottolineare che gli allenamenti sviluppati per migliorare l’inestetismo non devono sempre essere indirizzati anche al dimagrimento. Non è raro infatti che la cellulite sia presente anche in persone magre. In tal caso l’allenamento necessita di una programmazione differente rispetto a un soggetto che deve anche perdere peso. Ricordiamoci che ogni situazione merita valutazioni specifiche e gli allenamenti devono essere costruiti per il singolo caso.

4. Trampolino elastico e cellulite

Si è parlato tanto dell’allenamento sul trampolino elastico in relazione a

lla cellulite e alla sua capacità di migliorare l’inestetismo. Ma è realmente un attrezzo così miracoloso adatto a migliorare in poco tempo l’aspetto estetico?

Per rispondere alla domanda è importante conoscere gli effetti sul nostro corpo dell’allenamento su questo attrezzo.

Può sembrare banale far partire questa analisi dalla semplice considerazione che sul trampolino si salta. Ma è proprio in questo movimento base, ovvero il salto, che risiedono tutti i suoi benefici.

Sul nostro corpo durante ogni salto esercitano tre forze:

  • 1. la forza di gravità: è la forza che agisce in ogni istante su tutto il nostro corpo e quindi su tutte le nostre cellule. È la forza che agisce costantemente su ogni oggetto presente sulla Terra. Per approfondire vedi l’articolo L’equilibrio: perché è importante allenarlo? (Inserire il link).
  • 2. l’accelerazione: è la fase aerea del salto, ovvero la fase della spinta verso l’alto, durante la quale i piedi si staccano dal trampolino;
  • 3. la decelerazione: è la fase di ritorno sul trampolino, ovvero la fase di atterraggio. Raggiunto il punto più alto nella fase di accelerazione segue la fase di atterraggio. È proprio questa la fase che crea maggiore impatto sul nostro corpo. La velocità nella fase di discesa aumenta e le cellule di tutto il nostro corpo si contraggono per mantenere la stabilità. La forza di gravità applicata nella decelerazione aumenta pertanto fino a 5 volte. Ogni singola cellula del nostro corpo subisce questa maggiore forza e con la pratica costante dell’allenamento si rafforza. Conseguentemente l’equilibrio e la tonicità di tutto il corpo migliorano. La forza di decelerazione, agendo su tutte le cellule del nostro corpo, porta a numerosi benefici: non solo migliora la tonicità muscolare e il sistema cardiovascolare, ma anche la pelle risulta più tonica, luminosa e la crescita dei capelli risulta maggiore.
Accelerazione e decelerazione sul trampolino elastico

Fig. 2 – Accelerazione e decelerazione sul trampolino elastico

Per quanto riguarda specificamente l’inestetismo di cui si parla non possiamo evidenziare che nella fase di rimbalzo infatti il sangue e la linfa degli arti inferiori sono spinti verso l’alto. Grazie all’impatto della pianta del piede sul tappetino del trampolino, le valvole a nido di rondine, che si trovano all’interno sia dei vasi sanguigni sia dei vasi linfatici, si aprono, spingendo i fluidi verso l’alto. Queste valvole infatti, aprendosi, spingono il sangue e la linfa verso l’alto; chiudendosi, evitano il loro ritorno indietro.

La migliore funzionalità del sistema circolatorio periferico e del sistema linfatico degli arti inferiori, conseguente al lavoro costante sul trampolino elastico, permette di ottenere ottimi risultati anche in breve tempo su ritenzione idrica e cellulite.

Già dopo il primo mese di attività possono essere apprezzati i primi miglioramenti non solo estetici. Gonfiore e pesantezza sulle gambe infatti tendono a presentarsi sempre meno e il ristagno dei liquidi sugli arti inferiori diminuisce. Tutto ciò si traduce in un’importante riduzione dei centimetri su cosce, fianchi e glutei.

Ricordo che sul trampolino elastico si possono creare dei veri e propri workouts comprensivi sia di stazioni aerobiche che di stazioni di tonificazione. Possono essere effettuati tutti i classici esercizi, come squat, affondi, push up, rematore accompagnati dall’uso di pesi, elastici, bastone ecc..

Vi è un’ultima considerazione da non dover tralasciare: il lavoro sul trampolino elastico è a basso impatto. Nonostante infatti sia presente una fase aerea, che renderebbe il lavoro classificabile come ad alto impatto, l’elasticità del tappeto assorbe l’impatto di ogni salto. Il lavoro risulta pertanto adatto al problema in questione e tutte le articolazioni del nostro corpo lavorano in totale sicurezza.

5. Balance, cuscino propriocettivo, fitball, palline per massaggio plantare

Oltre all’utilizzo di attrezzi cardio e dei pesi gli allenamenti strutturati per combattere e prevenire la cellulite dovrebbero prevedere l’utilizzo di attrezzi capaci di stimolare l’equilibrio e quindi la muscolatura profonda. Ricordo che la muscolatura profonda è quella più vicina alle nostre ossa e quindi la muscolatura che agisce sul sistema circolatorio periferico e linfatico, facendo da pompa su tutti i vasi.

L’uso di balance, cuscino propriocettivo, fitball peanut, fitball classica e softball è quindi essenziale negli allenamenti mirati al miglioramento dell’inestetismo. Per tale motivo non devono mai mancare. A questi si aggiungono il foam roller e le palline propriocettive utili nello stretching di fine allenamento.

6. L’importanza del massaggio in caso di ritenzione idrica e cellulite: che tipo di massaggio è adatto per migliorare l’inestetismo? La coppettazione è utile?

Da operatrice olistica non potevo non parlare dell’importanza del massaggio in caso di ritenzione idrica e cellulite.

Ovviamente i massaggi sono assolutamente essenziali in un percorso intrapreso per migliorare l’inestetismo. Alimentazione, attività fisica adatta e massaggio sono i tre step fondamentali.

Come ben sappiamo il mondo olistico prevede una gamma infinita di tipi di massaggio, ognuno dei quali è indicato per determinate condizioni. La domanda sorge quindi spontanea. Qual è il massaggio adatto in caso di ritenzione idrica e cellulite?

Essenzialmente due sono i tipi di massaggio efficaci:

  • 1. Il primo tipo di massaggio è chiamato propriamente anticellulite. È un massaggio profondo con un ritmo veloce capace di aumentare il flusso sanguigno e migliorare il tono muscolare. Risulta un massaggio intenso e adatto in caso di presenza di ritenzione idrica o di cellulite in stadi iniziali.
  • 2. Il secondo massaggio è il linfodrenaggio di Vodder adatto in caso di marcata ritenzione idrica, quindi in presenza di gonfiore rilevante e cellulite negli stadi più avanzati. Queste sono condizioni nelle quali si potrebbe accusare dolore. Il massaggio deve quindi essere morbido, leggero e lento. Le manovre sono basate su sfioramenti, i quali agiscono sui tessuti superficiali, ovvero su cute, sottocute e sistema linfatico, permettendo il defluire della linfa.

La scelta dell’uno o dell’altro massaggio dipende ovviamente dal caso particolare.

Un discorso specifico merita l’utilizzo della coppettazione, la quale prevede l’aspirazione in alcuni punti anatomici del corpo attraverso l’utilizzo di coppette.

Lo scopo dell’aspirazione è quello di distaccare l’epidermide dagli strati inferiori e permettere il risveglio del microcircolo e quindi l’ossigenazione dei tessuti. La pratica della coppettazione risulta utile pertanto in caso di ritenzione idrica e cellulite.

Tuttavia non sempre si presenta adatta. In caso di problemi specifici come vene varicose, fragilità capillare e/o insufficienza venosa il suo utilizzo deve essere evitato. L’effetto della coppettazione in questi casi è dannoso e i risultati potrebbero essere opposti a quelli desiderati.

In ogni caso l’aspirazione dei tessuti con la coppetta deve essere sempre moderata e mai eccessiva. La formazione dei lividi potrebbe essere normale, ma non deve essere esagerata. Può sorgere dolore durante il trattamento. Spetta all’operatore olistico in tal caso regolare l’aspirazione e l’eventuale scorrimento della coppetta, onde evitare di traumatizzare il cliente.

La pratica della coppettazione applicata in casi in cui non vi siano controindicazioni è un’ottima alleata nel contrastare cellulite e ritenzione idrica.

A mio avviso tuttavia il massaggio manuale rimane il migliore.